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...e sentire fa rumore
fa rumore camminare
fra gli ostacoli del cuore...
Con quel template, bello ma non mio, non riuscivo più a scrivere, anche questo luogo, come tutti gli altri, fatti di carta bianca e silenzio mi era diventato ostico nemico. Ieri è cabiato qualcosa, su di me, dentro di me...in giro. In pochi giorni a casa ho capito veramente il perchè di tante fughe, di tanti silenzi, di tante lacrime nascoste. "Giulia: colei che nasconde le emozioni" così dice la descrizione del mio nome che ho trovato per caso sul tavolo della cucina o che forse, meglio, mi è stata fatta trovare...e così è veramente, lo è sempre stato e continurà ad esserlo.
Mi sono sciolta, ho imparato che un abbraccio non è niente più che un abraccio, ho capito che una stretta di mano non sempre viene ricambiata forte ma che non importa, basta che ci sia e sia sincera. Pensavo di essere sbagliata, nata strana, fatta storta, pensavo che non fosse normale ritrarsi all'avvicinarsi di qualcun altro, pensavo che un bacio forse, un giorno, per dare la buonanotte a qualcuno avrei potuto darlo anch'io. Ho livellato i brividi, abbassato le difese e provato ad aprire il cuore ed è stato proprio mentre lo facevo che un pugnale mi ha trafitta, in pieno petto, non un pugnale qualunque, non una delusione qualunque, la peggiore delle ipotesi, il peggiore dei pugnali. "Non senti niente, non provi niente, sei un marmo" mi sono fermata a riflettere allora, ho pianto, da SOLA: mi ero sforzata di sentire e il risultato era stato proprio quello di non sentire più niente.
La notte ho parlato per mesi, i miei soliti monologhi, le tirate notturne quando la luce fioca intimidisce di meno e la lingua parla sconclusionata, a volte, a volte no. La notte.
Ora sto muta perchè non voglio dire niente, chi c'è stato veramente, in questi mesi, in questi due anni, forse ha capito, forse no, resta il fatto che non ho niente da dare, niente in più di questo mio viso duro e questo mio essere schiva che volevo cambiare ma che non posso, mi dispiace, non posso più, veramente.