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Fai vedere al tuo sogno che veramente ci tieni a incontrarlo, senza pretendere che lui faccia tutta la strada da solo per arrivare fino a te, poi le cose accadono. I sogni hanno bisogno di sapere che siamo coraggiosi.
Fabio Volo
"And this way I lived and with no "wonder whys"
I came out of the dream that was holding on to you
It's the sweetest dance I ever danced
What I hear is the music that runs through my veins
It is made of the nights, of the sea, of the fields
Of the scent of asphalt when it rains"

Sono giorni ormai che mi torna in mente quel profumo di mare e asfalto, il gesto di avvicinare le mani umide al viso e sentirne la salsedine, lasciando cadere i granelli di sabbia tra i capelli, dietro le orecchie, fino a perderli e perdersi. Sono giorni che mi torna in mente Ligabue che passa dalla radio e Myriam che per non perderlo inchioda con l'auto in mezzo al nulla e fa retromarcia, il canale a destra, il canneto e il mare a sinistra, davanti solo un capo di papaveri. Camminerei scalza di nuovo alla ricerca del non luogo che credevo d'aver perso. Mi torna sempre davanti agli occhi quela strada fatta in bicicletta mille volte e poi mille ancora, il serpente che strisciava in mezzo per passare dall'altra parte, il mio sguardo attonito, poi il buio, per anni...anche la notte dei popcorn passando di là ho rivisto il serpente, ho rallentato e poi accellerato subito, i fulmini davanti i tuoni tutt'attorno, Elisa che si nasconde tra i sedili, la grandine sopra di noi...nel nulla, dal nulla.
Il basco calato sul fianco, il rincorrersi e il ripetere "Città bellissima..." le mucche in corsa dietro di me...in corsa...il treno che ci potava a Siena, il tramonto dalla finestra dell'ostello senza ruscire a smettere di ridere in nessun modo fnchè una non urla "WAAAIT" e l'altra orma per abitudine risponde "Please STAY!", la ricerca di una pozza d'acqua a bagnare le mani, i piedi, i polsi, le sciarpe colorate che diventano fascia da sindaco poco prima di cadere nel fiume...e dall'argine...poco dopo essersi accorte che la torta c'è ma manca il coltello.
Una scia di tè alla pesca che invade il sedile dell'auto, lo zucchero che si secca giusto prima di lavarlo e giù a ridere mentre io mi dispero, mentre torna alla mente quella giornata afosa rinchiuse in corriera senza poter uscire, in coda, per ore, e l'altra coda in autostrada a scambiare figurine con l'auto affianco e ridere, anche lì...come sempre...quando passa l'odore del mare, le "grue del cantier" e la luce del castello, la sera, dopo l'ultima curva.
Non è che si possa imparare ad amare e tornare indietro.
Diventa forse necessità, forse scatta qulcosa dentro che ti riporta all'amore che avevi perduto o forse l'avevi solo dimenticato, è quando lo capisci, è solo allora che quel serpente che sognavi da bambina ora ti si avvicina calmo e ti fissa negli occhi, lo guardi anche tu, finalmente ricambi, lui soddisfatto si gira e se ne va, per sempre, l'hai liberato dai tuoi pensieri, sei tornata indietro a dargi pace. Mancava qualcosa perchè qualcos'altro era entrato in te a rapirlo con la forza dell'astuzia, della sottomissione. Ora ogni sngolo pezzo del puzzle è lì davanti ai tuoi occhi nell'attesa di trovare un ordine.