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Forse non è giusto credere che i ricordi svaniscano quando si decide di cancellarli, forse sarebbe meglio eliminare tutto e riprendere da zero, non lo so, ancora non ho trovato la saggia scelta della mia vita.
Scrivevo di un'altra persona...ma alla fin fine la realtà è che so scrivere solo di me, so usarmi fino allo spremere ogni parte più piccola del mio essere...dai ricordi alle immagini, dalle istantanee di una vita alle incazzatura di cinque minuti.
Ho ritrovato quel ricordo strano, tra il comico e l'onirico, non ricordo forse tutto per così com'è andato, tante cose sono state dette e cambiate, taciute e nascoste, tante altre sono diventate la leggenda di due giorni particolari, di due giorni di ricordi che mi hanno cambiato la vita e che oggi forse mi farebbero solo sorridere.
Scrivere è svuotare una parte di se ma, svuotandola, accorgersi che in realtà la si sta ampliando.

A chi c'era...ma non ha mai più voluto ricordare.
«Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare»
Mi è arrivata così mentre in un caldissimo pomeriggio afoso, appiccicata su un divano di pelle, con le dita dei piedi incastrati tra le pieghe del lenzuolo arancio, stavo per far spiccare il volo ad Adele...

Leaving all day long in my own room
sleeping when the world is on
I cannot reach the truth
Wakeing when the moon lights up the roades
now it’s time for me to go and
try to play my role
everything is bright to me
now it’s dark and blue
Sneaking trough the shadows of my mind
brake in reality
don’t want to meet somebody
not even you
don’t want to feel somebody
In BLACK in BLUE
Walking on the streets I know by heart
Counting old the steps behind
the line is not to far
everything is bright to me
now it’s dark and blue
Sneaking trough the shadows of my mind
brake in reality
don’t want to meet somebody
not even you
don’t want to feel somebody
In BLACK in BLUE
I can feel the pain inside of you
When I feel the same in Black and blue ….
don’t want to meet somebody
not even you
don’t want to feel somebody
In BLACK in BLUE
Artista: Rezophonic
Album: Rezophonic
Titolo: Blank In Blue
"Capita a volte di sentirsi per un minuto felici.
Non fatevi cogliere dal panico, è questione di un minuto e passa."
Sole, mare, caldo e zanzare assassine, la sabbia di Grado, i sassi di Duino...mi sento molto Demian-style, mentre aspetto di rivedere Irene, sentire cantare Mariana...ecc ecc...e sto in ansia per l'idea malsana. Speriamo piaccia a renda felici, perchè se la felicità è un istante...be'...è anche vero che chi è felice ha ragione.
Sto scrivendo di Adele, Martin e Tina...di quando suonano e quando stanno in silenzio. Sarà un'altra lunga avventura.
No cioè...quando tua madre ha lavorato per 35 anni in un negozio d'ottica...frughi in casa e trovi cose assurde...

Quanto sto ridendo in questi giorni...siamo tutti fusi, tra esami all'uni, amici maturandi, sole in testa e piedi gelati, tra Zizi e Salva che sclerano e hanno abbandonato i cervelli su un palco, My che vuole dormire in piazza delle Erbe per il concerto di Elisa, Fra completamente ustionata in completino rosso (No se poooool)...ecc ecc ecc...direi che si frigge...ma non fuori, dentro.

Sono tornata a casa e fino ad ottobre non tornerò più fissa a Roma se non per qualche giorno e due esami, mi sento leggera leggera e felice.
Che bello aspettare l'estate e vedere che ogni anno...alla fin fine...SERVE!

Forza azzurri...e voi...se avete una madre come la mia...non frugate negli armadi!
Sono tornata a casa...e ora, a parte breve pausa esamesca di luglio me ne resto qua! Si...si fa per dire...ad agosto casa mia nemmeno la vedo!
Va tutto bene, proprio...si, tutto. Ginocchia che cigolano e schiena a pezzi a parte, ma mi sembra pure logico, ho messo Lenny Kavitz nel sottotetto...haha
Sto meditando di smontare la camera a casa quindi chi volesse farsi un ultimo giro in questo MUSEO si affretti...filmo e fotografo tutto per i più lontani, ingresso libero (ma se fate un'offerta non mi lamento!)
Besos...esisto vivo e respiro, come le scarpe pelose di L'aura!
Mymy, FORZA!!!!!!!!!!!
Figlie mie, non mi raccomando più perchè tanto so che andrete alla grande
e...Zizi...segui l'istinto ma non dimenticarti di TE. Stai prima degli altri e quello striscione l'hai fatto con le TUE mani!
Io sono felice.
Si, lo sono e basta...mi sento che è così che va bene...nel caos nell'ansia, sui libri...tra le mille finestre di msn che si aprono di continuo mentre provo a scrivere. Va così.
Ieri ci siamo perse nel diluvio, in 500 metri che all'assciutto avremmo fatto in pochi secondi...eravamo tutte con i nostri ombrelli colorati, tutte bagnate fradice fino all'osso a nuotare tra la pizzeria e le stanze, a camminare nei corridoi fradice e con in mano le pizze che per fortuna siamo riuscite a salvare.
Sta mattina ero la sola sveglia, al solito, serrande a metà, poca luce e occhi fissi sul libro a studiare, poi finalmente mi sono alzata, messa alla scrivania con Liga in loop ed ho potuto finire come volevo. Manca ancora tanto da fare, veramente tanto...ma sono felice.
Sono qui...e ieri sera ho salvato le pizze dal diluvio universale.

"E poi vivere a orecchio
metterci di tutto e forse stonare di brutto
e poi senza biglietto
vivere a orecchio..."
Non è che ho tanta voglia di scrivere ma ho bisogno di staccarmi un po' dai libri, di uscire dalla stanza e lasciare Marcella a studiare in pace.
Mi sento ancora su una nuvoletta...un po' di meno sì...ma non importa...tanto, basta un sussulto ogni tanto per respirare bene almeno un po'!
Sento che alla fin fine...è un anno che va così, felice, un po' liquido, e come spiegare? Tipo...come se ci si potesse tuffare nelle giornate, sprofondarci dentro...andare giù fino a toccare il fondo, depressi da morire, per poi rivedere la luce che brilla sulla superfice e trovare la forza di risalire a prender aria.
Ho bisogno di questa settimana atroce che si prospetta con 4 esami e un caldo torrido...ho bisogno delle mie pause e dei miei silenzi ma anche di esaltarmi ed urlare, gridare a crepapelle ed incazzarmi con il mondo.
Poi breve pausa...e poi di nuovo qui...fino al "bengala" finale...si spera.
Sarei tipo in fase di morte accellerata per euforia ma...ce la posso fare.
Ho incontrato Elisa e il che è tutto dire. Non che questo mi porti allo stato di euforia da morte ma aiuta, e non poco.
Ieri sera, dopo ore ed ore ho finalmente potuto incontrare lei e Liga...non da lontano...da vicinissimo...e l'inutilità dell'autografo, dello scatto...della mano che sventola per salutare...degli attacchi cardiaci ecc...be' hanno preso il sopravvento sulla mia parte razionale e SANA che dice "Giulia, lei è come te, solo che il suo genio sta da un'altra parte"
Che risate ci siamo fatte e quanto riesco ora ad essere felice e sentire che finalmente qualcosa si smuove, finalmente scrollo via, con movimenti lenti e goffi, tutto ciò che di pesante si era bloccato sul mio groppone.

Quell'immagine che sembra bastarti per tutta la vita...e non sai nemmeno che forma o che colore abbia, che nome o che indicazione la portino verso di te.
Ho dato il primo esame della sessione estiva e mi sono tuffata sul letto in un caldo atroce. Ho dormito perchè ancora ero sola e triste...finché non sono tornata.
Solo cadendo ci si rialza. Punto.