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visitato *loading* volte
Mi sento un po' persa oggi ma non troppo...un po'...
Ho aperto il blog tre volte per poi tornare a chiuderlo senza scrivere niente.
Ho aperto i-tunes e l'ho richiuso.
Ho acceso la macchina fotografica ma non ho scattato.
Ho sistemato la valigia ma non l'ho chiusa.
Ho visto Chiara, Fra, Giacomo...ma non volevo.
Ho pensato e non dovevo pensare.
Scrivo perchè sono in ansia, mi sento le cose contorcersi dentro, scrivo perchè non c'è altra via e lo pensavo proprio questa mattina. Camminavo in città da sola sotto la pioggia "Io voglio fare la scrittrice...lo voglio ancora...lo voglio veramente!" potrò mai?
Ho evitato di chiedermelo, per l'ennesima volta.
Ho evitato di pensare che ho mille storie in testa, da raccontare.
Ho evitato di assalire gli scaffali della classifica alla Feltrinelli per buttare tutto a terra.
Ho evitato le scale che portavano alla libreria per rifugiarmi tra i dvd.
Ho aperto il mio ombrello lilla, la mia borsa nera si è chiazzata di pioggia, il mio cappotto morbido si è lasciato sfilare sulla corriera...e la strada correva giù, in basso, affianco al mare piatto e grigio come il cielo. Ed ero felice forse, forse no...ero lì ad ascoltarmi prima che ad ascoltare, mentre mi tornavo in mente un anno fa, due, con il blocco in mano a prendere appunti, con il cellulare tra le dita a segnarmi le frasi, con il pc sulle ginocchia a scrivere scrivere scrivere.
Quando chiudi un racconto e sai che non è lì che finisce.
Quando scrivi una storia e sai che non è per gli altri ma per te.
Quando sorridi ad una parola e la accogli, dentro, nel profondo.
Quando ti fai male, fai sanguinare l'unghia, la pelle diventa bianca.
Quando ti senti impotente e rileggi solo tu.
Quando sai che è troppo e sulla carta non ci sta.
Quando butti via una bic e piangi perchè aveva scritto quelle parole.
Sorrido alle mie mani che corrono veloci, alle dita che saltano da un tasto all'altro, da una f a una o sapendo soltanto loro cosa andrà a formarsi a ritroso, sorrido e sento nello stomaco e un po' più su che qualcosa non va ed il problema non sono gli altri, sono io.
Sulle fragole oggi voglio la panna perchè piove e sono strana, indecisa, sola tra la gente.
Quando mi dai la tua piccola mano
Che tante cose mai dette esprime
Ti ho forse chiesto una sola volta
Se mi vuoi bene?
Non è il tuo amore che voglio
Voglio soltanto saperti vicina
E che muta e silenziosa
Di tanto in tanto, mi tenda la tua mano
(Hermann Hesse)
"E se magari impariamo a metterci il costume più in fretta il margire che abbiamo lo possiamo pure migliorare!"
Che Pasquetta!
Bloccata a Forni da un metro di neve...la corsa per raggiungere la Piri a Nonta, la strada fino a Monfalcone con Mina e Zucchero a palla nello stereo (mentre Patrick dal sedile dietro voleva tentare il suidicio), la pioggia che se ne va con i nuvoloni neri e lascia la via del mio sogno limpida e bagnata come l'avevo vista quella notte...gli amici, la griglia, la fiammata sulla mano (ma si daaaai fatemi fuoriiii ditelo che mi volete mooooorta!!!), gli spiedini che scivolano, i coltelli ogni due persone...la torta al cioccolato e i corti della Pixar!
I nuvoloni neri che corrono sull'orizzonte, l'Isonzo rinnegato per scegliere il mare...e la NOSTRA spiaggetta a Sistiana, sulla coperta a chiacchierare di cose sceme...a giocare alle associazioni di parole a fare le foto sugli scogli "Sembra la copertina dei Pink Floyd!!!"...
"Scusi...può scendere in spiaggia a farci la foto?" "Ah...devo scendere io??" povero vecchietto!!
E poi casa, da sola, freddo, il pc, la pioggia che torna ma silenziosa, Irene che arriva di corsa con il cappotto rosso e i Baustelle sotto il braccio...Federica che FINALMENTE vince e batte il record del mondo mentre Eli le tira sfiga da msn...mentre io la spingo oltre quella linea rossa sulla piscina "Coooooooorrri!!!! Cavolo, lei non lo sa che gareggia sul recordo del mondo....diteglielooooo!!!"
Che pasquetta...che bello!
"Mi piace vederti felice"....
Lorelai: Schooch down now and go to sleep.
[she moves Rory's armchair]
Rory: What are you doing?
Lorelai: Nothing, just a little feng shui, go to sleep.
Rory: Mom, you don't have to sleep in here tonight.
Lorelai: I know, I just think the chair looks nice here.
Rory: And what's the blanket for?
Lorelai: In case the chair gets cold.
Rory: And the pillow?
Lorelai: To keep the blanket company.
Rory: Uh-huh.
Lorelai: Okay, everything's in its place. Chair seems warm, blanket seems happy, just one thing missing... oh yeah.
[sits down in chair]
Lorelai: Goodnight.
Rory: Freak of sideshow proportions.
Lorelai: I love you, too.
Rory: Mom?
Lorelai: Hmm?
Rory: I'm sorry.
Lorelai: Shh, the chair is trying to sleep
Dopo 7 lunghi anni...ancora una settimana e cala il sipario anche per noi italiani! Grazie del flusso di parole continuato..."Life's short, talk fast!"

A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore

A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un' immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni...
Artista: Jovanotti
Album: Safari
Titolo: A Te
...che non continua con "c'è"...ma con altre parole! Ormai il periodo di "Nell'aria c'è..." se n'è andato da tempo.
Sole e nuvole veloci, Fra che parte, vento leggero per asciugare le lenzuola stese sul tetto. Con questa testa che pesa e non mi lascia in pace, con questa voglia di tornare per vedere se qualcosa cambia...con queste ali che mi sento spuntare per poter salire verso il sole...ultimo sabato a Roma, poi fino ad Aprile me ne sto nel mio "profondo nord" con il mare ad un passo ed il silenzio dei tramonti rossi rossi.
Con le mie mani,
con queste mani traccerò
il domani che vorrò
Con questi occhi riderò
per il mondo
Nell’aria c’è un vuoto che riempirò con le parole
Le lacrime calpesterò, le lascerò a chi le vuole…
Con il mio cuore parlerò, io paura non ne ho
Con queste ali fenderò l’orizzonte
Fragile quel soffio appeso
ai margini di questo cielo..
le anime non sanno ancora
altrove cosa c’è!
Nell’aria c’è un vuoto che riempirò con l’emozione
Le lacrime calpesterò, le lascerò disciolte al sole…
Artista: L'Aura
Album: L'Aura
Titolo: Nell'aria

Ho bisogno di tornare a casa.
Ieri sera sono stata troppo male...ma ridevo...sta mattina non volevo muovere la testa per paura che ancora mi pulsasse tutto...così mi sono messa buona buona a vedermi "Colazione da Tiffany"...e mi veniva gridare "Gaaaaatto gaaaatto!!" perchè non volevo vederlo lì in mezzo alla pioggia...non volevo sentirlo miagolare.
Poi mi sono alzata, tardi, troppo tardi, ho alzato le serrande, ho visto il sole e i nuvoloni candidi che correvano su Termini e sono uscita per andare a lezione.
Voglio casa mia perchè ho bisogno di sbloccarmi un attimo, di sbroccare contro mia madre, di inciampare sul cane in corridoio, ho bisogno del mio computer nel suo angolino e delle tazzone di camomilla la sera sul divano.
Voglio eclissarmi un attimo. Posso?
Voglio tornare sulla piana della mia finestra, con il braccio alzato e la tazza di tè in mano, quella grande e bianca con i fiori...voglio tornare a guardare dimenticando le distanze e a vedere il tramonto sullo sfondo, confonderlo con la tazza e osservare bene il sole che casca dritto dritto nel tè colorandolo di rosso.
Posso?
E di smetterla di preoccuparsi se le cose sembrano assurde...se si fanno mille pensieri e tutto torna sempre...se...le coincidenze diventano più delle casualità e si comincia a capire che non sono coincidenze...e non sono casualità.

Magari un giorno salgo con la seggiovia sul Varmos e mi butto giù planando nell'aria, con un paio d'ali di tela, fino a toccare terra.
Magari.
...sono anch'io UNA SU DUE, se non MOLTO ma MOLTO più fortunata!

Many nights we've prayed
With no proof anyone could hear
In our hearts a hopeful song
We barely understood
Now we are not afraid
Although we know there's much to fear
We were moving mountains long
Before we knew we could
There can be miracles, when you believe
Though hope is frail, it's hard to kill
Who knows what miracles you can achieve
When you believe, somehow you will
You will when you believe
In this time of fear
When prayers so often prove in vain
Hope seems like the summer birds
To swiftly flown away
Yet now I'm standing here
My heart's so full I can't explain
Seeking faith and speaking words
I never thought I'd say
There can be miracles, when you believe
Though hope is frail, it's hard to kill
Who knows what miracles you can achieve
When you believe, somehow you will
You will when you believe
They don't always happen when you ask
(Oh)
And it's easy to give in to your fears
(Oh...Ohhhh)
But when you're blinded by your pain
Can't see your way straight throught the rain
Small but still, resilient voice
Says love is the relief
(Ohhh)
There can be miracles
(Miracles)
When you believe
(Lord, when you believe)
Though hope is frail
(Though hope is frail)
It's hard to kill
(Hard to kill, Ohhh)
Who know what miracles,you can achieve
When you believe, somehow you will
(somehow,somehow, somehow)
somehow you will
You will when you believe
You will when you
You will when you believe
Just believe...in your heart
Just believe
You will when you believe
Mi è tornata in mente così...un po' per caso, un po' perchè piove di nuovo e quando piove io scrivo meglio. Non è semplice tornare a quel 2003 che in fondo...mi ha cambiato la vita, ci ripenso e mi sfugge un po' tra le dita, restano i ricordi, le risate ma ormai sono così lontane. Dico 2003 ma so benissimo a cosa pensavo già nel 2002...e anni prima. Pensavo di non avere nulla forse, pensavo che la felicità stesse in una risata, non sapevo, non ancora, che non basta sorridere una volta per veder brillare le cose davanti ai propri occhi. Mi ricordo come fosse ieri quella finestra aperta sul giardino, sul fianco della classe, mi ricordo come ieri che fuggivamo da lì per andare a nasconderci dietro la scuola tra i cespugli o sulle scale antincendio...non mi ricordo però i sentimenti di quegli anni, li ho persi, mi sembra di non aver provato nulla che fosse abbastanza sensato...non fino alla fine del 2002 quando ho conosciuto la vita forse proprio attraverso la morte.
C'è chi per la morte di qualcuno si fa semplicemente triste, chi vuole ricordare, chi cerca di dimenticare, chi se ne frega e va avanti ripetendosi "Era il destino", chi continua a piangersi addosso dimenticandosi di essere ancora vivo e dover vivere.
Quando conosci la morte è proprio il momento in cui capisci che sei vivo, prima no, prima di quel momento sei un bambino che gioca ignaro, ingenuo, un po' intontito dai sorrisi della felicità. Prima della fine del 2002 ero una bambina: le altre si facevano già grandi ai miei occhi, io ero un corpicino insignificate, secco e non troppo alto, capelli corti, occhi grandi...le altre erano donne davanti ai miei occhi ma forse ancora, come me, non lo sapevano. Chissà cos'è cambiato nel 2002, dopo quell'estate in cui scrivevo "E' stato l'anno più bello della mia vita" mentre dondolavo su un altalena con Emiliano e Giulia...mentre camminavo sui monti per ore ed ore, senza vedere oltre il fieno che mi arrivava agli occhi...chissà cos'è cambiato nel momento in cui sono salita sulla corriera e mi sono staccata da tutto e tutti, quando mi sono seduta accanto a Cat con la mia maglietta azzurra, I Pantaloni, quelli con la i davanti e la p maiuscola. Chissà.
So solo che la mia vita di adesso è arrivata con questa canzone registrata su una cassetta dalla tv, e so anche che quella cassetta è la prima in basso, quella che fa da fondamenta alla pila sbilenca che si arrampica sul mio armadio.
"When you believe" cantavano...e ci credo ancora adesso che mi abbiano fatta sorridere alla fine per un qualcosa che forse ancora non so.
So che mi sono persa, sono diventata prima lo specchio di qualcuno poi il riflesso di qualcun altro dimenticandomi di essere semplicemente me stessa, so che mi sono ritrovata con la consapevolezza, un po' assopita, di non essermi mai persa del tutto, so che il 2004 è stato tragico perchè quando si ha coscienza di se ci si accorge finalmente anche del male che si può provare...so che però ho capito, da quel momento in poi, che non potevo sfuggirmi, che non potevo dimenticarmi, che dovevo imparare a conoscermi, a tollerarmi e a volermi bene...sono diventata egoista, per un bel po', non ho voluto nessuno accanto quando sono stata male, ho rifiutato di guardare negli occhi parlando solo al buio...ma "When you believe" risuonava sempre anche se per qualche giorno avrei preferito abbassare il volume fino a non sentirla. Ho scritto scritto e scritto...scritto tanto da sanguinare da un unghia che restava schiacciata tra il foglio e la bic, so che sono rimasta zitta quando si sarebbero aspettati che parlassi, so che ho preso appunti su tutto, pensieri, parole, ricordi...PERSONE.
Persone che ho perso ed ho poi preferito non ritrovare, massacrandomi di dolore, di lacrime mai piante e di sorrisi forzati verso chi si aspettava sorridessi e non avrebbe sopportato altro.
Mi sono tuffata in mille cose per cancellare ciò che non volevo vedere, ho provato a scorgere ME prima degli ALTRI in ciò che facevo...ma restavo sempre nell'ombra come quando da bambine io e Fra giocavamo e lei era la principessa e io la serva...come quando vestite da carnevale lei era sempre Colombina e io Arlecchino...mi sono vista, brillare agli occhi degli altri, la migliore per tutti, il piccolo genio, quella da cui aspettarsi mille cose, quella da incentivare a differenza dell'altra, quella che poi ha mollato tutto perchè non ce la faceva.
Ho deciso di "fuggire" ed era già il 2006, ho deciso che forse avrei capito chi ero soltanto lontano da chi credeva si saperlo meglio di me. Sono "fuggita" e forse ancora non mi sono trovata, sono fuggita ed ho fatto soffrire una parte di me che cercava di restare...sono fuggita ed ho scritto, scritto, scritto...ho liberato l'amore che stava rinchiuso da troppo, l'ho lanciato nero su bianco, riga dopo riga. Sono tornata e mi sono accorta che non cambia nulla, che piove qui come a casa, che splende il sole qui come a casa, che parlo di più con mia madre al telefono che faccia a faccia, ho capito che forse non è un male vedersi da vicino, studiarsi e capirsi.
Sono nata come donna mentre una donna moriva, mi sono fatta forza mentre le cose passavano, sono risalita, dal basso dei miei piedi all'alto dei miei occhi mentre soffrivo, in silenzio, come sempre. Mentre nella notte ho camminato sulla neve, mentre tra le fronde ho visto il tramonto rosa sul mare, mentre le foglie più gialle continuavano a dondolare, restando appese, senza alcuna voglia di cadere, e mi sono rimessa ad ascoltare "When you believe" in quella versione un po' bluastra della vecchia cassetta...ed ho trovato per caso IL mio cd nello stereo, quello da cui Angel (di Sarah ML) esce per posarsi sulle mie parole.

Sono fusa ed ho troppe troppe cose da raccontare, come un'esplosione nucleare nel cervello...che se già stava messo maluccio prima, figuriamoci ora eheh
Ieri...ottomarzoduemilaotto slogan della giornata "Io l'8" (Ma quanti apostrofi ci sono in questo periodo della mia vita????) e io e Marcella siamo scese in piazza...ebbene sì! 100 anni di 8 marzo, 40 anni dal '68 (che c'ha l'apostrofo pure lui) e tutti i problemi di "regressione" di questi tempi così: VIA!!!
Tremate tremate le streghe son tornate!!!!
Cappello da strega e mimose, 30.000 donne in corteo da piazza della Bocca della verità a piazza Navona BELLISSIMO...fuori da ogni mentalità politca o schieramento, questo è stato il MIO modo d'esserci, semplicemente, divertendomi, canticchiando e PENSANDO...camminando e tenendo la testa alta per ringraziare quelle donne che hanno lottato perchè ciò che abbiamo fosse possibile. NON POSSIAMO PERMETTERCI DI TORNARE INDIETRO!!!

Un altro apostrofo sta nella giornata di oggi...non so bene dove collocarlo...forse sta tra due parole che ancora non ho scritto.
Questa mattina Porta Portese, con Gloria...e finalmente mi sono comprata sta cavolo di borsaaaa siiiiii, piccole soddisfazioni della vita, sole che scalda, Zizi che aspetta e non sa ancora cosa, maglietta di Hello Spank e la mia bella borsa!!!
Myriam sparita...Nico che ricompare...la Piri che torna abbronzata...Marcella che ride e canta Gianni Morandi mangiando la pizza e io che me ne sto a sorridere con questo dannato apostrofo stampato in faccia, il gelato di ieri sera, il pigiama party con film che salta e turbante in testa, la mezzanotte aspetttata con Zizi a messaggiare...e puf.
So solo che sono piena piena piena di apostrofi felici...perchè ho fatto quello che "dovevo"...quello che era giusto fare in una giornata così, che scivola nella notte con le nuvole scure su Termini e il cielo chiaro a fare da sfondo, con quella luna un po' sorniona che lascia vedere anche la sua parte scura.