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"Mi piaci perchè capisci le cose, mi piaci perchè bisogna chidertelo di tirare fuori il petto, e quando ti viene chiesto lo mostri ed è bellissimo, mi piaci perchè per ottenere un risultato bisogna caricarti come un pupazzo a molla: perchè bisogna convincerti per metterti in competizione con gli altri, e mi piaci perchè quando sembra che tu sia perdutamente naufragato in un pensiero, be'...quello è proprio il momento in cui mi guardi, e mi guardi come voglio essere guardata." (Eva)
Parlando con "le ragazze" è venuto fuori tante volte il discorso "tu non sei romantica", ma non è così...il romanticismo è una cosa che va affrontata singolarmente, è un modo di essere, soprattutto un angolazione da cui guardare, vedere.
Io la penso così...questo è il mio uomo ideale, questo è il romanticismo che ho dentro...questa è la risposta al quesito delle "mille notti insonni". Questa sono io, prendere o lasciare!
Qualche volta i brutti periodi servono a tirare avanti meglio in quelli sereni...altre volte ti buttano giù a bastonate...
Non serve a nulla cercare di evitarli, non c'è modo, così come non serve a nulla pregare che passino in fretta! Fanno il loro corso, come tutte le cose, e poi ad un certo punto il macigno che hai dentro pesa sempre di meno, sempre di meno...fino a sparire, fino a lasciarti camminare diritto senza quella gobba che ti teneva curvo su te stesso a proteggere il petto gonfio di rabbia!
Senti che non ce la puoi fare, che non ce la farai, che è finita. Ti addormenti e sogni la pioggia, ti svegli con il viso secco senza versare una lacrima, ma vuoi piangere, sai che è quello il tuo primo bisogno, il tuo primo desiderio!
Poi una mattina finalmente ti svegli, hai sognato la pioggia, di nuovo, ma fuori vedi nascere il sole, un po' timido, un po' surreale, tra gli alberi, i camini delle altre case, lo vedi e lo ringrazi e ti ripeti dentro, piano piano, senza farti sentire: "Grazie Dio, grazie, perchè quando meno credo mi accorgo che ci sei, GRAZIE Dio, GRAZIE."
Torna novembre e nel cuore piove, scusate amici se lascio che sia il caso ad accompagnarmi al posto vostro, scusate...è il destino che me l'ha chiesto, è la storia che mi ha insegnato come affrontarlo e so che si tratta di una cosa solo mia...un pianto senza lacrime che diventerà sorriso.
Mi piaci quando taci perché sei come assente, e mi ascolti da lontano, e la mia voce non ti tocca. Sembra che si siano dileguati i tuoi occhi e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.
Siccome ogni cosa è piena della mia anima tu emergi dalle cose, piena dell'anima mia. Farfalla di sogno, assomigli alla mia anima, e assomigli alla parola malinconia.
Mi piaci quando taci e sei come distante. Sembri lamentarti, farfalla che tuba. E mi ascolti da lontano e la mia voce non ti giunge: lascia che io taccia con il silenzio tuo.
Lascia che ti parli anche con il tuo silenzio chiaro come una lampada, semplice come un anello. Sei come la notte, silenziosa e stellata. Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.
Mi piaci quando taci perché sei come assente. Distante e dolorosa come se fossi morta. Poi basta una parola, un sorriso.
E sono felice, felice che non sia vero.
Pablo Neruda
Pronta a rituffarmi nello spirito di mare che ho perso ma non ho mai smesso di cercare...pronta per tornare a casa un'altra volta completamente binca di sale...pronta per sentire che la Bora la odio ma non posso non amarla... pronta a ritornare da dove sono venuta!
"Guarda che bello il mare così, con le onde bianche che salgono!" mi hanno detto..."Sì, ma guardalo da dentro!" ho risposto!
Perchè TUTTO da dentro deve essere così diverso? Perchè non c'è mai nulla di stabile in questa vita? Forse perchè la vita è bella per questo??? probabile, molto probabile!
Da ogni strada che finisce inizia il mare.
Non resta che affrontarlo!
Spesso crediamo di odiare una cosa per sempre...ma è solo un nostro spregiudicato pregiudizio a farcela odiare! Cosa si trova per sbaglio...per caso, per fortuna...spero possa succedere ad ognuno di voi!
Questo ne è l'esempio più significativo di queste mie due ultime settimane: dal discorso di ringraziamento di Tiziano Ferro in chiusura al cd "Nessuno è solo"
"La paura, la paura della solitudine, la paura della moltitudine, la paura delle bugie, le paure che consolano, le paure che scatenano l’ingegno.
Ci sono momenti adatti, momenti differenti, momenti nei quali ho confuso la voglia con la paura, lo scopo con la paura.
Gli anni continuano a passare ed è ancora più difficile capacitarsi del fatto che, mosse dalla paura tante persone cambino.
La paura del fuoco, la paura del vuoto, la paura delle cose non dette, la paura di chi non sa partire, la paura di chi non sa ritornare.
Ho tentato di combattere le mie paure dedicando molto tempo alle difficoltà.
Molte persone chiedono risposte a me che non so trovarne neanche per ciò di cui avrei bisogno io.
Ho imparato una lezione preziosa: la paura è nello sguardo di chi la percepisce, la paura è nel cuore di chi la cresce.
Non c’è errore se non lo si ritiene tale, non c’è fuga se ci si convince di non fuggire.
Sono passati tre anni, anni belli e a volte no, ma un momento difficile non è necessariamente un momento brutto. Spesso siamo stupiti dal fascino delle cose che non sembrano.
Ho osservato il cinismo e compreso quanto solo possa meritare indifferenza, né risposta, né uno sguardo: solo indifferenza.
Il dolore non giustifica nessuna azione ma un errore merita sempre la possibilità di essere ascoltato. Trova tutto un perché nelle cose di tutti i giorni. Non bisogna abbandonarsi alla fretta, non bisogna abbandonarsi al futuro, non bisogna abbandonarsi a chi crediamo possa essere grande, non bisogna abbandonarsi a poco.
Però che cos’è la paura? Io non lo so ma ho scelto di farmela amica, ho scelto d’incuriosirla con ciò che faccio, l’ho costretta a starmi ad ascoltare ed anche se non lo farà io continuerò.
Forse potrai trovarmi dove meno te lo aspetti, spero capirai se non saprò restituirti solo sorrisi, ma l’amore a sempre un modo tutto suo di comunicare. L’amore si nasconde nelle piaghe del silenzio, perché i segreti e le bugie feriscono anche lui.
Ho tante persone a cui dover dire “GRAZIE”, ne sono convinto anche se spesso mi sento solo.
E’ difficile dover capire da che parte posizionare il cuore, più passano gli anni, meno lo so fare.
Allora: NESSUNO E’ SOLO!
Lo dico, lo provoco ma resterò incapace di capirlo, perennemente esposto al dubbio. Continuerò a confidare nel fatto che il tempo mi aiuterà, col suo discontinuo corso, che l’istinto mi suggerirà ogni suo sentiero.
Io ringrazio le persone che ho incontrato fino ad ora, quelle che hanno avuto la sensibilità e l’intelligenza di andare oltre e quelle che hanno ceduto alle tentazioni delle veloci considerazioni.
Ancora adesso spero non capiti mai, ancora adesso mi auguro di non fare il gioco delle apparenze, ancora dopo diversi anni riconosco i sorrisi veri, ancora adesso se sto male mi nascondo come tutti quanti.
Non ho paura della morta, lo confesso…ho solo paura di morire adesso.
Tiziano
Questo disco è dedicato a chi mi ha aspettato ogni giorno, con la stessa nostalgia ed indefinibile pazienza, regalandomi il lusso dell’amore incondizionato.
Grazie."
"Non ho mai pensato che quello dell'attore fosse un mestiere facile. Mai. Il mestiere dell'attore, se fatto ad alto livello, è molto difficile. E mai come adesso, che sono così a contatto con una compagnia, ne sono convinta. Il BRAVO attore, intanto, è una persona molto intelligente, non esiste un bravo attore senza intelligenza. Il bravo attore è puntuale alle prove, perchè ha rispetto delle esigenze di tutti, il bravo attore, il professionista, ha rispetto dei suoi colleghi e va loro incontro, se è necessario, sulla scena. Il bravo attore collabora. Il bravo attore ha rispetto dei tecnici perchè sa, senza che nessuno glielo debba spiegare, che senza i tecnici non potrebbe essere un bravo attore. Sa che se il reparto luci non ha il tempo di fare il suo lavoro ci rimetterà lui stesso, lo stesso vale per i fonici, per i macchinisti, per tutti. Il bravo attore quando sale sul palco brilla di luce propria. Il bravo attore sale sul palco e dimentica il proprio nome, diventa quello che da copione deve diventare, qualunque cosa accada. Se non capisce una cosa o non gli sta bene, domanda chiarimenti. Il bravo attore sa di non essere, da solo, tutto lo spettacolo. Il bravo attore, in qualche misura, non perde mai l'umiltà, anche quando è perfettamente consapevole di essere un bravo attore. Forse un ottimo attore. L'attore scarso, di contro, è egocentrico, gli basta niente per diventare snob. Si permette nervosismi e toni altezzosi, è convinto di essere il fulcro unico dello spettacolo. Recita in base ai propri umori e se lo si riprende c'è sempre una ragione esterna che lo disturba. Spesso tratta i tecnici con distacco, mai li ringrazia, non ne conosce i nomi neanche per sbaglio. Anzi, ai tecnici si rivolge per interposta persona. Pensa che il regista abbia esattamente la funzione del tramite tra l'arte e la manovalanza. Signori miei, quante pagnotte dovranno buttare giù gli attori scarsi e quanti rospi, viceversa, ingoiare gli attori bravi che spesso si trovano a doverci convivere. E comunque, nonostante tutte le stanchezze, io ogni mattina cerco di ricordare a me stessa quale privilegio mi sia capitato, avendo avuto la possibilità di fare il mestiere che faccio."

Dal BLOG di Valentina Stangherlin http://www.marycassatt.splinder.com/
Foto di GIULIA OTTONELLO www.giuliaottonello.it
La felicità si può trovare anche
negli attimi più tenebrosi,
se solo qualcuno si ricorda
di accendere la luce…

(da "Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban")
Una vecchia canzone diceva:
“Tu sai tutto sulla realtà del mercato e qui io ammetto di esser negato. Ma a inventare quel che non c’è io forse son più bravo di te…Tu hai soldi, io la fortuna di trovar fiori nella spazzatura. Perché a trovar quel che non c’è io forse son più bravo di te.”
E allora lascia perdere i conti e le cifre.
Sai dire quanto amore hai dentro? Un chilo? Un litro?
Non lo sai, eh?
E allora lascia perdere la matematica.
Inventa quello che non c’è.
Perché quello che c’è è di tutti.
Ma se riesci a trovare quello che non c’è, be’, allora hai qualcosa di solo tuo. E se qualcun altro vede quello che vedi tu, be’, allora hai trovato qualcuno che ti vive.
Non lasciarlo fuggire. Fermalo! Vivilo! Scrivilo!
Le storie sono come le persone.
Non sono fatte per stare sole.
Da qualche parte nel mondo c’è qualcuno che vive una storia che si specchia nella tua.
Guardati intorno!
Quel qualcuno non è tanto lontano da te.
E’ l’altra metà del libro.
Non perdere tempo a scrivere alte pagine…
Cercalo!
Il resto lo scriverete insieme.
Perché non c’è niente di più riuscito di due storie che s’intrecciano.